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Make America Stupid Again


La dialettica della storia attualmente porta in contrapposizione globalisti e sovranisti, le due facce della stessa medaglia, entrambi allevati nella gabbia ferrea del civically correct. Da un lato abbiamo i globalisti promotori della fantomatica green economy, della cultura woke e LGBTQ+, delle famigerate istituzioni sovranazionali, della new-age, della farina di insetti e e vai delirando; dall'altra parte abbiamo i sovranisti che vogliono portare alla ribalta i vecchi rottami della storia come lo stato-nazione, la famiglia patriarcale, la religione cristica, i meravigliosi combustibili fossili, il nucleare per tutti, la bistecca fumante. Lo scontro politico sembra assumere livelli da tregenda, in cui realtà e fiction spesso si confondono. Ma da questo psico-pseudo-dramma che lasciamo sullo sfondo come scenografia, la politica come si sa lascia il tempo che trova (come voleva Nietszche è una cosa volgare per la plebaglia), volgiamo lo sguardo invece verso qualcosa che merita di essere analizzato come qualcosa che va oltre, per chi ha sguardo aguzzo, come un qualcosa di esemplare della civiltà che governa realmente il globo.

La nuova amministrazione americana insediatasi nel gennaio del 2025 ha promosso a Segretario (o ministro) della Salute il vecchio rampollo Robert F. Kennedy Jr. Ora, esattamente un anno dopo (ovvero a gennaio del 2026), il dipartimento da questi presieduto ha diramato le nuove linee guida per la nutrizione degli americani: [1]. Le indicazioni qui contenute sono state redatte con l'obiettivo di rendere nuovamente sana la popolazione americana (M.A.H.A.), ovvero consigliando solo "cibo vero". In particolare, queste linee guida mettono ragionevolmente sotto accusa tutto il cibo industriale e ultra-processato, le bevande zuccherate e le farine bianche; ma in discontinuità dal passato non mettono limiti al consumo di alcol e consigliano come prioritari nella dieta i prodotti animali, e solo secondariamente frutta e verdura, rivalutando quindi le proteine animali, i grassi saturi e il colesterolo, che negli ultimi tempi erano stati fortemente messi sotto accusa dagli esperti. Le nuove linee guida hanno attirato le critiche di molte istituzioni scientifiche e numerosi scienziati, ricercatori e nutrizionisti [2]. 
                                                                                        
La nuova spinta a bistecca, burro, lardo e altre meraviglie sono in linea con la rinnovata volontà di attingere ai vecchi mantra della frontiera americana, con le proteine nobili del manzo che tornano all'apice della piramide alimentare come negli anni ruggenti del capitalismo predatorio a stelle strisce. Questo ritorno di fiamma, o meglio sulla fiamma (dell'arrosto), nonostante il fumo (è il caso di dire) non ha nessuna base scientifica. Quello delle proteine nobili animali è un mito morto e sepolto, grassi saturi e colesterolo nonostante i disperati tentativi non sono un nutriente essenziale per i nostri organismi, se non per altro perché vengono autoprodotti, laddove quelli introdotti con la dieta si rivelano tra le altre cose fortemente aterogeni [Si vedano i capitoli 8 e 9 di Homo Tropicus per tutti gli approfondimenti del caso]. Numerose, coerenti e solide evidenze mostrano l'insostenibilità dei prodotti animali come è possibile evincere dall'analisi della biochimica di base, dai dati epidemiologici, dalla fisiologia dello sviluppo, dalla fisiologia comparata, dalla bio-antropologia comparata, dall'indagine del microbiota e dell'ecologia [Si vedano per esempio i capitoli 3,4,5,10,16,17 di Homo Tropicus per tutti gli approfondimenti del caso].
                                                                                    
R Kennedy festeggia il suo 72° compleanno a gennaio 2026, con tanto di bistecca e candeline

Le indicazione delle nuove linee guida sono anche alla base della stessa dieta di Robert Kennedy che dice di aver tratto benefici (in pratica ha perso qualche kilo di troppo) da una dieta (simil paleo) basata principalmente su prodotti animali. la sua giornata ci racconta la moglie (invece vegetariana) inizia alle 6.30 di mattina con una bella bistecca con crauti, una delizia per intenditori. Peccato che la sua passione per la necrofagia sia strettamente collegata a diversi importanti problemi cardiovascolari e neurologici da cui è o è stato afflitto e che spiegano tanto del personaggio a metà tra un film di John Wayne e i Simpson. Infatti, il nostro ha sofferto di fibrillazione atriale; ha conosciuto in passato un forte avvelenamento da mercurio, presentando livelli di mercurio nel sangue dieci volte superiori al limite di sicurezza che lo stesso Kennedy ha attribuito a una dieta eccessivamente ricca di pesce, in particolare tonno, che consumava quasi quotidianamente sotto forma di sandwich; inoltre, è stato vittima di una parassitosi cerebrale, per la quale ha sofferto di amnesia e problemi cognitivi, probabilmente causata da una larva di tenia (verme solitario) del maiale che è stata ritrovata morta dopo aver "mangiato una porzione" del tessuto cerebrale. Sebbene non ci sia una certezza assoluta, lo stesso Kennedy ha ipotizzato che la larva di tenia sia arrivata al suo cervello mangiando carne di maiale poco cotta durante uno dei suoi viaggi, probabilmente in India o nel Sud-est asiatico nel 2010. Kennedy ha affermato di essersi completamente ripreso da questi eventi senza conseguenze a lungo termine [3],[4]. Ai lettori l'ardua sentenza. 
Durante la campagna elettorale la rivista Vanity Fair diffondeva questa foto del 2014 nella quale R. Kennedy Jr divorava un cane alla griglia durante un viaggio in Asia; lui si è difeso (si fa per dire) che fosse una capra in Patagonia [5].

Kennedy sembra essere stato il principale promotore delle nuove linee guida dietetiche, in quanto nei fatti contraddicono addirittura quelle emanate durante la prima amministrazione Trump solo cinque anni fa, che mettevano in guardia gli americani dal consumare troppi grassi saturi. "C'è poco spazio", affermavano quelle linee guida, "per includere ulteriori grassi saturi in un modello alimentare sano" [6]. Nonostante il cambio di rotta lo stesso presidente Trump si è dichiarato favorevole alle nuove linee guida, così in linea con anche la sua di dieta. Infatti, nonostante la tendenza più salutista e green della First Lady, ha più volte sbandierato la sua predilezione per il fast food e il carnismo della frontiera. Recentemente dichiarato "pazzo e disturbato" dai suoi nipoti Mary (psicologa clinica) e Fred Trump (non sappiamo però quanto attendibili o politicamente disinteressati) [78], sta di certo che la sua dieta è semplicemente folle. Più volte si è fatto fotografare con il suo pasto ordinato al McDonald's di turno, a suo dire per la sicurezza alimentare e per i loro alti standard igienici, data la sua fobia per i germi. Secondo molti suoi collaboratori (p.e. Corey Lewandowski, ex manager della campagna 2016) durante la sua prima presidenza, era noto che ordinasse spesso il "Trump Meal": due Big Mac, due Filet-O-Fish e un frappè al cioccolato. Ma non mancano bistecche ben cotte con tanto ketchup, colazione (quando la fa) con uova e pancetta, pollo fritto di KFC e tanta coca cola light fino ad una dozzina al giorno [9]. Dulcis in fundo, non mangia quasi mai frutta e verdura [10, 11]. Considerata la qualità del cibo potremmo definirlo il giusto testimonial della nuova catena MerDonald's.

Anche altri personaggi che gravitano nel mondo MAGA si sono esposti a favore della bistecca come simbolo nazionale, basti pensare a Tucker Carlson che nel suo documentario "The end of man" invita a mangiare frattaglie e uova crude per aumentare il testosterone, o anche al vicepresidente JD Vance o Elon Musk che invitano a mangiare carne in grandi quantità, per esempio il magnate autistico (insomma non si salva nessuno..) che ha avuto almeno 5 figli con la riproduzione in vitro e vuole inserire un microchip nel gregge umano, in un podcast di Joe Rogan ha detto esplicitamente: "potete mangiare tutta la carne che volete" [12].
Da sinistra verso destra: Elon Musk, DJ Trump, DJ Trump Jr e R. Kennedy Jr sull'areo privato di Trump nel novembre 2024 mentre banchettano con un pasto MacDonald's

Ora, in campagna elettorale Kennedy aveva assicurato che nel suo dipartimento non avrebbero messo piede le multinazionali e avrebbe consultato esperti senza conflitti d'interesse. Detto ma fatto il contrario. Infatti, le nuove linee guida sono state redatte a seguito della revisione scientifica di un comitato di esperti composti da 9 membri, con pesanti conflitti d'interessi con l'industria della carne, casearia e il comparto agro-zootecnico. Possiamo vedere come tre membri hanno ricevuto sovvenzioni o svolto attività di consulenza per la National Cattlemen's Beef Association (la principale lobby bovina USA); uno di questi ha anche ricevuto una sovvenzione per la ricerca e funge da consulente per il National Pork Board. Almeno tre membri, tra cui due degli stessi che hanno lavorato per gruppi del settore della carne rossa, hanno legami finanziari con organizzazioni dell'industria lattiero-casearia, come il National Dairy Council. Nel complesso su 9 membri, ben 8 hanno ricevuto finanziamenti o compensi da colossi del settore alimentare (come per esempio General Mills o Nutricia della Danone). Tra questi va ricordato Jeff Volek (Ohio State University) noto sostenitore della dieta chetogenica e cofondatore e proprietario di Virta Health (un'azienda che promuove le diete chetogeniche per contrastare il diabete); consulente di Simply Good Foods e in generale consulente per aziende che promuovono regimi ad alto contenuto di grassiOltre alle lobby alimentari, cinque membri del comitato consultivo ha avuto nel recente passato legami con aziende farmaceutiche come AbbottNovo Nordisk (produttrice di farmaci per la perdita di peso come Ozempic, assunto anche dallo stesso Elon Musk) ed Eli Lilly [13,14]

Le sue politiche sono state accolte con entusiasmo dai grandi allevatori di bestiame. Nonostante avesse in passato promesso di combattere gli allevamenti intensivi, la solita amnesia di cui è affetto gli ha impedito di portare a compimento le sue promesse. Anzi. Durante la convention CattleCon, Kennedy ha persino esortato i produttori ad aumentare le dimensioni delle mandrie per incrementare la produzione nazionale di carne bovina. Lo stesso Elon Musk ha dichiarato che la zootecnia e gli allevamenti intensivi non hanno nessun impatto sul clima e l'ambiente [15], Così, rispettando la dialettica politica, alla farsa del riscaldamento globale all'insegna della CO2 risponde il negazionismo climatico che non vede nessun impatto antropico sull'ambiente e sul clima. ignorando di fatto deforestazione, occupazione di suolo e consumi ciclopici di risorse [Si veda il capitolo 19 di Homo Tropicus]

L'industria della carne (detta altrimenti "Big Meat") ha, non a caso, fornito un sostegno finanziario significativo alla campagna elettorale ed all'insediamento di Donald Trump. Infatti, il più grande donatore singolo per l'inaugurazione del secondo mandato di Trump è stato Pilgrim's Pride, un colosso della lavorazione del pollame, con un contributo di 5 milioni di dollari, cifra che supera persino le donazioni combinate di colossi tecnologici come Amazon, Apple e Meta. Abbiamo poi contributi dalla famiglia Link proprietaria del marchio di snack a base di carne Jack Link's che ha donato circa 2,3 milioni di dollari a candidati e comitati repubblicani nell'ultimo decennio, con la maggior parte dei fondi destinati alle campagne di Trump del 2020 e 2024. L'azienda ha anche speso milioni in attività di lobbying per influenzare i programmi nutrizionali nazionali. Invece, la National Cattlemen’s Beef Association (NCBA), che rappresenta gli allevatori di bovini, ha destinato quasi la totalità del suo budget (95%) per i contributi elettorali (circa 1,1 milioni di dollari nel 2024) a candidati e comitati repubblicani; tanto che subito dopo la vittoria di Trump nel 2024, le associazioni di categoria come la NCBA hanno espresso grande entusiasmo per la nuova amministrazione. Mentre Kennedy attacca pubblicamente i produttori di cibi ultra-processati (come Coca-Cola o Nestlé), la sua promozione di una dieta carnivora favorisce direttamente i grandi produttori di carne che hanno finanziato Trump. Quindi Kennedy non sta combattendo tutte le lobby alimentari, ma sta di fatto semplicemente favorendo la lobby della carne a scapito delle altre. Sono inoltre stati fatti altri favori all'industria della carne come consentire una maggiore velocità di produzione e minori controlli federali nonostante sia uno dei lavori più pericolosi con un alto tasso di infortuni. Si consideri che consulenti dell'industria della carne hanno ottenuto anche diversi incarichi nell'amministrazione. Mindy Brashears, che ha lavorato come consulente per Cargill, Perdue e altri colossi del settore, è stata recentemente confermata come sottosegretaria per la sicurezza alimentare presso il Dipartimento dell'Agricoltura, ruolo che aveva già ricoperto durante la prima amministrazione Trump [16]. 

Il programma MAHA con le nuove linee guida ha dato fiato alle trombette di uno stuolo di minus habens (d'altronde, un tratto caratteristico della specie) che inneggia a colesterolo, grassi saturi e proteine animali e in generale a rinverdire il carnivorismo umano, in realtà mai in declino. Al netto di quelli che promuovono la necrofagia per inebetimento congenito, in realtà questa propaganda è anche orchestrata da un pò di anni da Big Meat per contrastare la sempre più schiacciante mole di evidenze scientifiche in favore di una dieta a base vegetale (plant-based diet). Solo per fare un esempio, la National Cattlemen's Beef Association, la principale organizzazione di lobby dell'industria della carne bovina, che abbiamo incontrato prima, ha creato un programma pseudo-accademico chiamato Masters of Beef Advocacy, ovvero un corso di formazione gratuito per influencer, studenti e altri aspiranti propagandisti della carne bovina, che fornisce loro strategie per confutare l'affermazione secondo cui la produzione di carne bovina è dannosa per l'ambiente, ovvero raccontando panzane. Oltre 25.000 caproni (è il caso di dire) hanno completato il programma e sono pronti a entrare a combattere in nome della bistecca [17, 18]. Ovviamente l'industria finanzia anche numerosi studi presenti in letteratura; una recente revisione sistematica (del 2025) sul rapporto tra consumo di carna rossa non trasformata e patologie cardiovascolari ha revisionato sia studi finanziati dall'industria (ovviamente solo quelli dichiarati) e sia quelli indipendenti non finanziati, la ricerca ha messo in luce come in nessuno studio finanziato emergessero esiti sfavorevoli, mentre in quelli indipendenti non emergesse nessuno favorevole ma come invece emergessero quasi solo esiti sfavorevoli [19].

Chi pensa comunque che con le linee guida del MAHA kennediano la dieta che ha fatto grande l'America sia tornata, in fondo si sbaglia di grosso, perché in realtà non se ne era mai veramente andata, così come i suoi gangster. Nonostante una certa attenzione rivolta ai motivi per cui si dovrebbe mangiare meno carne – cambiamenti climatici, salute, benessere degli animali – gli americani, per esempio, hanno continuato a consumarne sempre di più. Dal 2014 al 2024, il consumo annuo pro capite di carne è aumentato di quasi 13 kg [12]. Si consideri che gli americani, che rappresentano solo il 4% della popolazione mondiale, consumano ben il 21% della carne bovina mondiale [6]. Quindi nonostante qualche tiepido consiglio negli ultimi decenni di limitare il consumo di grassi e proteine animali gli americani hanno continuato a farlo, e sempre più. L'aumento delle patologie croniche e metaboliche e dell'obesità negli USA non è stato certo perché mangiassero meno carne. Certamente è vero e le nuove linee guida del MAHA lo segnalano è anche aumentato il consumo di cibo industriale e ultra-processato e zuccheri artificiali che possono spiegare l'aumentata incidenza dell'obesità, ma solo in parte dell'aumento generale delle patologie. Il ritorno alle origini è solo un mito. Infatti è vero che un secolo fa, agli inizi del XX secolo  gli americani mangiavano molta carne, ma la loro salute non era affatto ottimale. Sebbene non ci fosse l'epidemia di obesità da zuccheri di oggi, le malattie cardiovascolari iniziarono a impennarsi proprio con l'aumento del benessere e del consumo di prodotti animali. Kennedy sostiene che il problema siano i "nuovi" veleni (pesticidi, oli di semi), ma ignora che i problemi legati ai grassi saturi erano già evidenti allora. Rivela uno studio come sia particolarmente significativo il dato che negli anni ’60, ancora prima del boom economico e dell’invasione del junk-food industriale, Stati Uniti e Giappone presentassero una maggiore incidenza di tumori e patologie cardiovascolari e cerebrovascolari rispetto alla Grecia, dove si consumava più frutta e meno prodotti animali rispetto agli altri due paesi (Willett 1994) [20].

In realtà, il collegamento tra prodotti animali e patologie cronico-degenerative era già evidnete negli anni '60-'70, per esempio quando i primi studi (come quelli di Ancel Keys o il rapporto McGovern) iniziarono a collegare i grassi saturi e il colesterolo alle malattie cardiache. Ma come ci racconta Colin Campbell in quello che ormai è diventato un classico The China Study già dagli anni '70, l'industria della carne e dei latticini esercitò una pressione enorme nella stesura delle linee guida. Infatti, Colin Campbell, prestigioso scienziato della nutrizione e uno dei padri della plant-based diet (l'unica dieta con solide basi scientifiche) all'epoca sedeva nelle commissioni della Accademia delle Scienze USA e poté toccare con mano e testimoniare l'attività di lobbying di Big Meat. Il risultato fu che, invece di dire "mangiate meno carne", il governo disse "mangiate meno grassi", spingendo l'industria a creare prodotti "light" carichi di zuccheri e carboidrati raffinati per mantenere il sapore. Ovviamente ciò non solo non migliorò la situazione ma, se era possibile, peggiorò persino il quadro epidemiologico. A quel punto le nuove linee guida, di fronte l'imponenza dei dati provenienti dalla letteratura, hanno iniziato a essere più severe (si fa per dire) sul colesterolo, e guarda caso a questa concessione fece di contraltare l'introduzione su larga scala delle statine. Invece di promuovere una dieta vegetale integrale (che Campbell ha dimostrato poter invertire le malattie cardiache senza costi), il sistema ha preferito permettere agli americani di continuare a mangiare carne e latticini, "compensando" il danno con una pillola da prendere a vita. D'altronde Big Meat e Big Pharma erano e sono i tentacoli della stessa piovra [21].

Il ritorno quindi in grande stile della bistecca, ovvero First American Beef, è solo apparente, perché non se ne era mai andata, il ritorno è di natura principalmente ideologico come supporto e sostanza dell'American way of life della frontiera, con tanto di burro e lardo. Il cibo vero. Simbolo è l'immagine di Kennedy Jr, durante la campagna elettorale, con petto nudo, bilanciere da 100 kg e cappello da cowboy. Un vero macho a stelle strisce, direttamente dal Far West, sebbene con un poco di terapia ormonale sostitutiva a base di testosterone, come ammesso dallo stesso interessato [22]. 
Insomma, lasciate ogni speranza, voi che vi trovate. E soprattutto non preoccupatevi. Ossessionati dal woke e dal gender (si sa la natura a volte fa brutti scherzi), temevate di non vederli più. Ma i white stupid men sono ancora qui tra noi, sempre pronti a riprodursi. Anche quando muoiono, non muoiono mai. Sono immortali. Ma memori di una vecchia promessa, la domanda è: Killary dove sei?

Note
[21] C. Campbell, T. Campbell. The China Study. Macro Edizioni, 2011.

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