La dialettica della storia attualmente porta in contrapposizione globalisti e sovranisti, le due facce della stessa medaglia, entrambi allevati nella gabbia ferrea del civically correct . Da un lato abbiamo i globalisti promotori della fantomatica green economy , della cultura woke e LGBTQ+, delle famigerate istituzioni sovranazionali, della new-age , della farina di insetti e via delirando; dall'altra parte abbiamo i sovranisti che vogliono portare alla ribalta i vecchi rottami della storia come lo stato-nazione, la famiglia patriarcale, la religione cristica, i meravigliosi combustibili fossili, il nucleare per tutti, la bistecca fumante. Lo scontro politico sembra assumere livelli da tregenda, in cui realtà e fiction spesso si confondono. Ma da questo psico-pseudo-dramma che lasciamo sullo sfondo come scenografia, la politica come si sa lascia il tempo che trova (come voleva Nietszche è una cosa volgare per la plebaglia), volgiamo lo sguardo invece verso qualcosa che merita di e...
Nell'estate del 2021 in pieno delirio pandemico la rivista "XX mila leghe sotto" dell'editore Nautilus intervistava John Zerzan, ex sindacalista e uno dei più influenti anarco-primitivista degli ultimi decenni. Il dialogo tra Zerzan e l'intervistatore (Matteo Lombardi), dopo aver sonnecchiato lungamente su anarchismo, resistenza e capitalismo globale, si accende verso la fine quando l'incauto giornalista crede di inserire (coerentemente) nel discorso una critica alla pandemia e alla inoculazione di massa in atto, ma scopre che l'intervistato si mostra allineato alla propaganda massmediatica e tra l'altro con una buona dose di fanatismo. Infatti, come per un qualsiasi minus habens dei nostri tempi, anche per Zerzan (testuale): la pandemia è una cosa seria e sta uccidendo milioni di persone; i vaccini stanno salvando la popolazione dalla strage di massa (mass death) e chi li critica è un ignorante e un idiota cospirazionista di destra, come quelli ...