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Make America Stupid Again

La dialettica della storia attualmente porta in contrapposizione globalisti e sovranisti, le due facce della stessa medaglia, entrambi allevati nella gabbia ferrea del civically correct . Da un lato abbiamo i globalisti promotori della fantomatica green economy , della cultura woke e LGBTQ+, delle famigerate istituzioni sovranazionali, della new-age , della farina di insetti e via delirando; dall'altra parte abbiamo i sovranisti che vogliono portare alla ribalta i vecchi rottami della storia come lo stato-nazione, la famiglia patriarcale, la religione cristica, i meravigliosi combustibili fossili, il nucleare per tutti, la bistecca fumante. Lo scontro politico sembra assumere livelli da tregenda, in cui realtà e fiction spesso si confondono. Ma da questo psico-pseudo-dramma che lasciamo sullo sfondo come scenografia, la politica come si sa lascia il tempo che trova (come voleva Nietszche è una cosa volgare per la plebaglia), volgiamo lo sguardo invece verso qualcosa che merita di e...
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John Zerzan o le disavventure della ragione

  Nell'estate del 2021 in pieno delirio pandemico la rivista "XX mila leghe sotto" dell'editore Nautilus intervistava John Zerzan, ex sindacalista e uno dei più influenti anarco-primitivista degli ultimi decenni. Il dialogo tra Zerzan e l'intervistatore (Matteo Lombardi), dopo aver sonnecchiato lungamente su anarchismo, resistenza e capitalismo globale, si accende verso la fine quando l'incauto giornalista crede di inserire (coerentemente) nel discorso una critica alla pandemia e alla inoculazione di massa in atto, ma scopre che l'intervistato si mostra allineato alla propaganda massmediatica e tra l'altro con una buona dose di fanatismo. Infatti, come per un qualsiasi  minus habens  dei nostri tempi, anche per Zerzan (testuale): la pandemia è una cosa seria e sta uccidendo milioni di persone; i vaccini stanno salvando la popolazione dalla  strage di massa  (mass death) e chi li critica è un ignorante e un idiota cospirazionista di destra, come quelli ...

Carnivore diet. Ovvero quando la tragedia diventa farsa

Il recente mercato editoriale tra le ultime pubblicazioni autoprodotte ci ha regalato un libro che ha attirato la nostra attenzione, ovvero "Tutto sulla dieta carnivora. La vera alimentazione dell'uomo". L'autore è un certo Roberto Cacace, a quanto risulta uno dei tanti youtuber dei nostri tempi. Il libro riporta sommariamente l'esperienza dell'autore con una presunta dieta carnivora (in realtà a base di prodotti animali) e nello stesso tempo vuole, soprattutto, formulare una teoria della specie umana come specie carnivora. Se si fosse limitato alla sua millantata esperienza da carnivoro avremmo lasciato il testo al suo destino, ma la pretesa di costruirci una teoria ci ha spinto, a mo' di esercizio dialettico, ad analizzarne le tesi (se così possiamo definirle). In realtà, l'ipotesi di una specie umana carnivora non è nuova e le diverse declinazioni di una dieta a base di prodotti animali è stato oggetto di indagine in  Homo Tropicus  [cap.17.15.3 e 1...

Weston Price: Nutrition and physical degeneration. Per una rilettura critica

Un libro che non dovrebbe mancare nella propria biblioteca è sicuramente  Nutrition and physical degeneration  di Weston Price, medico dentista canadese, vissuto a cavallo tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, che raggiunse inizialmente una certa notorietà per le sue indagini pioneristiche sui foci odontogeni . Il libro in questione oggi gode di un rinnovato interesse soprattutto in alcuni ambiti alternativi (ovviamente non è dato sapere alternativi a cosa) e costituisce senza dubbio una straordinaria testimonianza storico-antropologica. Infatti, il nostro, da buon dentista aspirante antropologo, decise di girare mezzo mondo per osservare presso le popolazioni meno civilizzate (p.e. aborigeni, masai, inuit) quali fosse la diffusione della carie dentale e incidentalmente quale fosse lo sviluppo fisico (in particolare delle arcate dentali e del viso) e la salute generale. Al riguardo, il libro è una testimonianza scritta ma anche fotografica, con un'ampia ca...

L'uomo innaturale o l'automa biologico? Rileggendo il libro di Marco Ragusa

Tra i libri usciti negli ultimi anni merita una lettura un testo pubblicato da Marco Ragusa, docente di biologia e genetica presso l'Università di Catania, che si intitola:  L'uomo innaturale.  Il lavoro presenta, sebbene non nuove, alcune analisi pregevoli sulle origini e la natura della specie umana. In particolare, viene messa in discussione la ricostruzione dominante sulle origini dell'uomo e sul processo di ominazione, mostrando tutti (o quasi) gli aspetti problematici: la scarsità delle fonti, le difficoltà interpretative delle medesime, le incongruenze e le contraddizioni di molte ricostruzioni (p.e. bipedismo), fino ad arrivare alle evidenti manipolazioni o persino falsificazioni che hanno puntellato la storia della paleoantropologia. Ragusa dichiara che l'evoluzione umana e il processo di ominazione contraddicono molti degli assunti della teoria evolutiva darwiniana, in questo modo la specie umana risulta essere  innaturale , in quanto la sua è stata più una ev...

Siamo troppi? Antropizzazione e sovrappopolazione planetaria

Una delle questioni più dibattute (aggiungerei inutilmente) oggigiorno è se il pianeta sia sovrappopolato o meno. Il dibattito, ovviamente, si svolge all'insegna del civically correct , attento a non turbare le coscienze di tutte le anime belle (di nietzschiana memoria). Attualmente la popolazione mondiale è stimata in circa 8 miliardi, ovvero il doppio rispetto a quella che c'era a metà degli anni '70 e 8 volte rispetto a quella presente agli albori dell'era industriale nei primi dell'Ottocento. In epoca romana si contavano circa 200 milioni; addirittura 10 milioni durante il neolitico; infine, probabilmente, meno di 1 milione durante il paleolitico. La popolazione cresce quindi con la colonizzazione e l'antropizzazione globale di ogni ambiente, anche non specifici per l'uomo, da parte della civiltà. Lo sviluppo di quest'ultima sarebbe impossibile senza la crescita esponenziale della stessa popolazione che permette l'occupazione, lo sfruttamento e l...

Nel Regno del civically correct

Il linguaggio come strumento di comunicazione e ambito del pensiero è sempre stato oggetto di attenzione soprattutto da parte di chi stabilisce l' ordine del discorso . Oggi si definisce come  politically correct tutto l'universo concettuale e linguistico consentito, in quanto in linea con le narrazioni dominanti prodotte e volute dall'élite e dai suoi fidi scudieri: l'accademia e il mainstream media. Tutto ciò che fuoriesce dai confini prestabiliti (ossia il politically uncorrect ) è spesso censurato, marginalizzato, ostracizzato così come chi ne è latore. In ogni caso, al di la del politicamente corretto vi è un ordine del discorso di livello superiore che accomuna tanto il linguaggio dell'élite, della propaganda e della cultura dominante quanto quello della cosiddetta contro-cultura o della galassia antagonista. Questo orizzonte linguistico e concettuale sovraordinato è quello (ci si consenta il neologismo) del civically correct, il quale rappresenta il vero e un...